L’Ordinanza n. 6078/2026 della Corte di Cassazione offre un contributo significativo nel ribadire un principio cardine del diritto di famiglia: il preminente interesse del minore quale criterio guida nella regolamentazione dei rapporti genitoriali.
La Corte pone al centro della propria analisi il diritto del minore a mantenere rapporti equilibrati e continuativi con entrambi i genitori. Tale diritto non assume una valenza meramente astratta, ma deve tradursi in soluzioni concrete che favoriscano una presenza effettiva e significativa di ciascun genitore nella vita del figlio. L’equilibrio relazionale, infatti, costituisce elemento essenziale per uno sviluppo armonico della personalità del minore.
In questa prospettiva, l’ordinanza richiama l’attenzione sulla necessità di evitare automatismi e superando l'automatismo della preferenza materna. Le modalità di affidamento non possono essere determinate sulla base di schemi rigidi o prassi standardizzate, ma devono essere modellate sulle specificità del caso concreto. Ogni decisione richiede una valutazione puntuale delle esigenze del minore, delle sue abitudini di vita, nonché della capacità genitoriale di ciascuna parte.
L’ordinanza si inserisce così in un orientamento consolidato che valorizza un approccio concreto e personalizzato. Il superiore interesse del minore si traduce in un criterio dinamico, capace di adattarsi alle peculiarità di ogni situazione familiare, imponendo soluzioni flessibili e calibrate.
In conclusione, la pronuncia in esame ribadisce con chiarezza che l’affidamento e il mantenimento dei figli minori devono essere costruiti su misura, attraverso una valutazione attenta e rigorosa del caso concreto. Solo in tal modo è possibile assicurare una tutela effettiva dei diritti del minore, garantendo al contempo il mantenimento di rapporti equilibrati con entrambi i genitori.